Chi è Michele e di cosa si occupa?
Michele, diplomato all’Istituto Alberghiero nel 2009 come tecnico della ristorazione, ha iniziato la sua carriera come chef stagionale, dividendosi tra località estive come Portofino e Rapallo e destinazioni invernali in Alto Adige, con brevi esperienze anche all’estero, a Creta e Valencia. A un certo punto, il desiderio di mettere radici lo ha riportato nella sua terra, il cuneese.
Prima di aprire la sua attività, ha lavorato in un ristorante di pesce a Beinette e ha avuto due esperienze in Valle Gesso, a Sant’Anna di Valdieri (Casa Regina) e Valdieri (Locanda del Falco). Successivamente, si è specializzato nel food event, gestendo un’attività di catering d’asporto, aperitivi e pranzi di lavoro nel centro di Cuneo.
La sua ricerca di un luogo per avviare la sua attività lo ha portato a Chiusa Pesio, dove ha acquistato e ristrutturato una vecchia macelleria. Qui, oltre a gestire una gastronomia e produrre pasta fresca, la sua vera passione, offre anche un servizio di ristorazione con 8 posti a sedere per il pranzo. La sua filosofia è chiara: utilizzare prodotti a chilometro zero. La carne arriva dalla Valle Pesio, la selvaggina e un po’ di pesce arricchiscono il menù, e gli gnocchi sono preparati con patate coltivate a Peveragno. L’obiettivo è mantenere sempre alta la qualità del prodotto locale.
Il ruolo del GAL
Michele ha sempre sentito parlare del GAL, ma inizialmente credeva che le sue attività non fossero adatte ai suoi progetti. Si sbagliava. Non si era mai informato prima, pensando che aderire a questi progetti fosse troppo impegnativo e richiedesse un supporto costante nella gestione della burocrazia. Tuttavia, una volta compresa l’opportunità, si è impegnato a fondo, ottenendo un’ottima posizione in classifica.
Il GAL ha avuto un ruolo cruciale nel suo progetto, partecipando al Bando Servizi 6.4.2. Senza questo finanziamento, la ristrutturazione del locale sarebbe stata meno ambiziosa e l’acquisto di attrezzature all’avanguardia non sarebbe stato possibile. L’intervento del GAL ha permesso a Michele di realizzare l’attività esattamente come l’aveva sempre sognata.
Inoltre, il GAL gli ha offerto l’opportunità di ottenere contratti di interesse d’acquisto non vincolanti. Questi accordi lo hanno messo in contatto con case di riposo e asili nido, offrendo un servizio utile alla comunità: fornire prodotti sani e freschi.
Il supporto alle attività locali e il contrasto allo spopolamento
Per un giovane che decide di rimanere e investire nel proprio territorio, ricevere un supporto come quello del GAL è estremamente significativo. Significa ritrovare fiducia nelle istituzioni locali e nel futuro della propria comunità. Michele sottolinea come l’azione locale del GAL si traduca in un sostegno concreto, in particolare attraverso i finanziamenti a fondo perduto.
Michele evidenzia un contrasto con il sistema bancario tradizionale, dove le garanzie richieste sono spesso elevate e i finanziamenti concessi inferiori alle necessità. Con il GAL, invece, “quanto pattuito arriva, e questo è di grande aiuto”.
Traccia un parallelo con le sue esperienze lavorative in Alto Adige, regione a statuto autonomo con un approccio diverso agli investimenti sul territorio. Michele vede il GAL come un piccolo esempio di ciò che una regione autonoma potrebbe fare, investendo direttamente i fondi nel proprio territorio di riferimento, contribuendo così a contrastare lo spopolamento e a rivitalizzare le comunità locali.

