Aprire un’attività commerciale in un piccolo paese è una sfida coraggiosa, fatta di investimenti, burocrazia e rischio d’impresa. Una sfida che Manuela Cavallo ha accolto con entusiasmo, scegliendo di aprire la sua sartoria a Chiusa Pesio. Realizzando il sogno di mettersi in proprio, Manuela non si limita a proporre le sue creazioni, ma condivide i “segreti del mestiere” attraverso eventi e workshop inclusivi.

Il sogno su misura di Manuela Cavallo: una sartoria nel cuore di Chiusa Pesio

Aprire un’attività commerciale in un piccolo paese è una sfida coraggiosa, fatta di investimenti, burocrazia e rischio d’impresa. Una sfida che Manuela Cavallo ha accolto con entusiasmo, scegliendo di aprire la sua sartoria a Chiusa Pesio. Realizzando il sogno di mettersi in proprio, Manuela non si limita a proporre le sue creazioni, ma condivide i “segreti del mestiere” attraverso eventi e workshop inclusivi.

Ecco la sua storia: un percorso fatto di duro lavoro, passione e sogni che diventano realtà.

Chi è Manuela e come nasce il suo progetto?

“Unisco tradizione, ago e filo per creare legami sul territorio.”

“Sono originaria di Peveragno e sono una sarta confezionista. Il mio lavoro spazia dalle riparazioni al recupero di capi d’abbigliamento, fino alla creazione da zero di abiti su misura. Ho alle spalle molti anni di esperienza, durante i quali ho collaborato con diversi artigiani. Questo mi ha permesso di apprendere tecniche differenti che oggi metto a disposizione dei miei clienti per offrire un servizio il più completo possibile.

La mia idea di sartoria, però, va oltre il bancone. Organizzo workshop pratici per insegnare a cucire, pensati come momenti di inclusione per condividere e conoscere usi e costumi di culture diverse. Inoltre, per il prossimo autunno-inverno, ho in programma una serie di talk sulla moda sostenibile e sul confronto professionale, con l’obiettivo di far conoscere altre realtà artigiane della zona. Ho già sperimentato questo format lo scorso inverno: credo fermamente che condivisione, inclusione e coinvolgimento della comunità siano la base della mia missione, sia lavorativa che umana.”

In che modo il GAL (Gruppo di Azione Locale) ha supportato la sua attività?

“Un aiuto concreto per valorizzare i nostri paesi e non farli diventare dei dormitori.”

“Conoscevo già il GAL per la sua forte presenza sul territorio. È una realtà molto attiva che incentiva le persone a investire e crescere professionalmente in loco, offrendo un’opportunità concreta a chi vuole restare e darsi da fare ma non ha le risorse economiche necessarie per partire.

I nostri territori montani sono bellissimi e ricchi di risorse, ma il rischio che si trasformino in ‘paesi dormitorio’ è reale. Chi decide di aprire un’attività qui si scontra con ostacoli unici: in questo contesto, il GAL rappresenta il mezzo ideale per superare le barriere e crescere.”

A quale bando ha partecipato e quali obiettivi ha raggiunto?

“Ho partecipato a un bando dedicato alle attività e ai servizi. Il mio progetto è stato premiato proprio perché unisce l’artigianato (le riparazioni e la sartoria) all’impatto sociale (il coinvolgimento della comunità e la sinergia con altre realtà locali).

In più, la sartoria ha colmato un vuoto, offrendo un servizio che a Chiusa Pesio prima mancava. Grazie al finanziamento del GAL, quel sogno è diventato realtà e ho potuto inaugurare ufficialmente la mia officina sartoriale.”