La Farmacia Roggia di Vernante è molto più di un semplice punto vendita: nel corso degli anni è riuscita a trasformarsi in un vero e proprio presidio sanitario per i residenti e i frequentatori della Valle Vermenagna. Un laboratorio di ultima generazione consente di effettuare analisi di prima istanza a due passi da casa, evitando di doversi recare in ospedale o negli ambulatori ASL e garantendo così un servizio fondamentale per tutto il territorio.

Qual è la storia della vostra farmacia?

Mio padre si è trasferito qui da Milano nel 1980. Di origini pugliesi, a 14 anni era emigrato a Milano, dove aveva studiato come perito chimico per poi laurearsi in farmacia. Per lavoro frequentava spesso Garessio, dove era presente una grande azienda farmaceutica, e proprio grazie a questi viaggi scoprì che a Vernante c’era una farmacia in vendita. Decise quindi di trasferirsi in Piemonte, una zona nella quale si era sempre trovato molto bene.

All’epoca i miei genitori avevano solo mia sorella maggiore; io sono nata nel 1981, l’anno successivo al suo trasferimento.

Già allora la farmacia disponeva di un laboratorio cosmetico e galenico, che non tutte le farmacie hanno, oltre al servizio di autoanalisi: una scelta legata all’esperienza maturata da mio padre nell’industria farmaceutica.

Come avete conosciuto il GAL?

Sono presidente di un’associazione culturale e alcuni anni fa siamo stati coinvolti in un bando del GAL per la realizzazione di laboratori artistici, quindi conoscevo già questo ente. Quando ho scoperto che stavano aprendo nuovi bandi, mi sono incuriosita e mi sono rivolta a un’agenzia di consulenza per la predisposizione delle domande. Purtroppo mi dissero che le farmacie non avrebbero potuto partecipare.

Non mi sono però arresa e ho deciso di chiedere informazioni direttamente ai funzionari del GAL, i quali, con mia sorpresa, mi confermarono che non c’erano problemi, purché fossimo in possesso dei requisiti necessari.

In cosa è consistita la vostra partecipazione ai bandi e come sono stati investiti i finanziamenti ottenuti?

Nel 2020 abbiamo partecipato al bando Covid: grazie a questo finanziamento abbiamo acquistato le attrezzature necessarie per l’emergenza sanitaria e realizzato un importante intervento di ricambio dell’aria con l’esterno nell’area servizi.

Successivamente, con un secondo bando, abbiamo acquistato alcune apparecchiature cosiddette point of care, ovvero strumenti presenti anche in ambito ospedaliero che, grazie alla telemedicina, permettono di effettuare analisi di prima istanza. Per noi è stata una grande opportunità, anche perché si tratta di apparecchiature costose, ma in un piccolo centro come il nostro è fondamentale riuscire ad attrezzarsi per offrire il servizio più ampio possibile.

Non bisogna costringere le persone a spostarsi né adottare un approccio esclusivamente ospedale-centrico, soprattutto in una realtà dove la maggior parte dei residenti è anziana. Avere servizi sanitari facilmente accessibili è essenziale ed è il naturale sviluppo di quella che viene definita “farmacia dei servizi”.

Vorrei inoltre sottolineare come il GAL offra moltissime opportunità alle imprese, anche di piccole dimensioni, e agli esercenti locali. Spesso non siamo abituati a pensare che il privato possa accedere a bandi e contributi, soprattutto quando si tratta di realtà piccole, ma non è così. È vero che inizialmente bisogna superare sia un pregiudizio culturale sia alcune difficoltà burocratiche, ma con la burocrazia ci confrontiamo ogni giorno e i bandi del GAL non sono più complessi di tante altre procedure. Anzi, il portale è accessibile e comprensibile a tutti.

Il GAL ci ha seguiti passo dopo passo: le impiegate sono gentili, disponibili e sempre pronte a fornire risposte. Non veniamo osservati con diffidenza per controllare come utilizziamo i fondi; al contrario, è nel loro interesse aiutarci a lavorare bene. La loro azione è uno strumento concreto per facilitare l’accesso ai finanziamenti.

 

Credo che la nostra esperienza possa essere d’esempio e dimostrare che chiunque può mettersi in gioco e partecipare alle opportunità offerte dal GAL. I fondi reinvestiti sul territorio non servono solo a migliorare la propria attività, ma contribuiscono a rafforzare e valorizzare le comunità in cui viviamo.