Chi siete e di cosa vi occupate?
Lo Chalet Le Marmotte è un’impresa familiare nata nel 2005. Gestiamo un bar-ristorante situato a 1800 metri di quota, nel Comune di Limone Piemonte. È importante sottolineare che la nostra struttura non è un rifugio canonico poiché non disponiamo di camere per il pernottamento, ma concentriamo tutta la nostra offerta esclusivamente nell’area della ristorazione e dell’accoglienza diurna.
Come avete conosciuto il GAL?
Conoscevo il nome del GAL sin dai tempi del liceo grazie alla madre di una mia compagna di scuola che vi lavorava, ma ho compreso realmente la sua funzione solo quando ho intrapreso il mio percorso amministrativo come vicesindaca di Limone Piemonte. In quel contesto ho capito quanto fosse fondamentale la collaborazione tra il GAL e il territorio, ma inizialmente mi sfuggiva il legame con il settore privato. Pensavo fosse un ente rivolto solo alle istituzioni pubbliche, finché non ho scoperto, attraverso il passaparola con un altro fruitore, che i bandi sono aperti anche ai privati. È stato proprio questo confronto a spingermi ad approfondire e ad avvicinarmi a queste opportunità di finanziamento.
Il GAL ha finanziato il nuovo laboratorio di pasticceria, che è effettivamente un unicum e un’eccellenza nel panorama delle vallate cuneesi, di cosa si tratta esattamente? Com’è nata e come viene distribuita la pasticceria dello Chalet?
Il sostegno del GAL ha permesso l’ampliamento fisico dei laboratori di pasticceria, un intervento che trasforma profondamente la nostra offerta turistica. Trovandoci in un punto di passaggio strategico tra Italia e Francia, all’inizio dell’Alta Via del Sale, sentivo il bisogno di andare oltre le classiche esperienze outdoor. Ho ideato così TortamiVia Lab, un laboratorio che offre una vera “experience” di formazione e incontro con la realtà locale, permettendo ai turisti di portare con sé non solo una torta, ma il ricordo vissuto di un pomeriggio in montagna.
Questi laboratori sono iniziati durante l’estate del Covid come alternativa agli eventi tradizionali che all’epoca erano vietati. Ho deciso di condividere la mia passione per i dolci, che preparo fin dall’apertura dell’attività, creando un ambiente intimo dove si impasta, si chiacchiera e si racconta la vita a Limone. Si tratta di una fruizione lenta della montagna, slegata dalla performance sportiva, che oggi richiede spazi dedicati per non essere interrotta dal normale flusso dei clienti del bar. In futuro, questo nuovo spazio ospiterà anche corsi sulla cucina tipica e workshop tecnici legati al mondo della bicicletta, per integrarci sempre di più nel filone del cicloturismo internazionale.
Una delle vostre peculiarità è che questi dolci, prodotti in un contesto ambientale e naturale eccezionale, possono venire ritirati in città.
Certamente, abbiamo attivato una sinergia con diversi negozi di valle e di città attraverso il mio e-commerce, Dislivello.com. Questo servizio permette di ordinare online i prodotti realizzati a 1800 metri e di recuperarli comodamente a valle grazie ai punti di “click and collect”. Attualmente collaboriamo con la macelleria Mastro Taricco a Limone, con il Molino Peyrone a Boves, che è anche il nostro fornitore di farina di mais, e con la panetteria Di pane in pane a Cuneo, una realtà da sempre molto vicina ai produttori delle vallate.
Dislivello.com non è solo una piattaforma logistica, ma rappresenta un messaggio di speranza e resilienza. La montagna sta soffrendo molto a causa del cambiamento climatico e delle recenti alluvioni, e la nostra baita, situata proprio sulle piste, ne è testimone quotidiana. Con questa iniziativa voglio dimostrare che l’imprenditoria di montagna ha ancora senso e valore. Concludo invitando tutte le realtà locali a non aver paura dei bandi: io stessa ero scettica, ma scrivere il progetto mi ha aiutato a conoscere meglio la mia azienda e a definire una strategia per il futuro. Non possiamo accontentarci di sopravvivere, dobbiamo essere propositivi per affrontare un mercato difficile come quello del turismo montano.

